Tecnica vocale

TECNICA VOCALE

Una bella voce è una voce ricca di armonici, intellegibile, piena di colori: per ottenere questo risultato ci vuole tecnica e che questa tecnica sia chiaramente compresa e applicata.

Cosa significa “essere in voce”?

Essere in voce è il massimo della felicità per l’attore. Essere consapevoli che il suono obbedisce, rende ogni dettaglio, ogni passaggio, ogni sfumatura. È udibile in maniera chiara anche a distanza, a prescindere dal volume della voce.
Di contro, non essere in voce è un limite enorme. La voce che non rende artisticamente un proprio sentire, non esprime quello che pure vive dentro di noi.

Vi sono attori che normalmente non sono in voce. Mantengono la voce su un tono esteriore, falso, storpiando inevitabilmente tutto quello che devono esprimere. Un attore o un’attrice che sente la sua parte, ma non possiede le qualità vocali per esprimerla, che ha sì una bella voce, con un buon timbro e con facili inflessioni, ma poca forza, non arriva più in là della quinta fila di una platea. E quando ne è consapevole, spesso tende a forzare rovinando non solo il suono, la dizione e la pronuncia, ma anche tutto il lavoro sul personaggio.

Tutto questo spesso si può eliminare con l’aiuto di una giusta impostazione della voce che annulli le contrazioni, la tensione, lo sforzo, la respirazione sbagliata, e l’articolazione delle labbra.

Bisogna, quindi, usare tutti i mezzi didattici per operare in questo ambito così importante per l’attore. È necessario comprendere come prendersi cura del proprio apparato respiratorio e vocale.

Quando un attore arriva sulla scena deve poter disporre di tutti i suoi elementi creativi, e la voce è uno dei più importanti.

Il percorso di “Tecnica vocale” in Anime Sceniche.

Per prima cosa cercheremo di capire come il nostro corpo funziona nella produzione del suono a cominciare dal concetto di respirazione bassa: come la si ottiene, quali sono i blocchi che la possono impedire. Una volta ottenuta, ci interrogheremo su cosa significhi “sostenere” la colonna d’aria e come potremo riuscire a mantenerla costante (condizione fondamentale per avere una continuità di emissione).

Trovata una colonna d’aria che sappia essere continua, ci concentreremo sulle risonanze e sul concetto di maschera che è la fine del meccanismo.
Ci troveremo allora ad affrontare il più grande nodo di questa tecnica: la capacità di avere energia negli addominali e di essere completamente rilassati dal petto in su in maniera che anche la cassa toracica possa concorrere alla creazione della bellezza della voce.

È una tecnica delicata, ma molto rassicurante per un artista quando ben fatta e per non essere perduta deve fare parte della vita quotidiana: molto spesso lo stress della performance infatti ci impedisce di respirare in maniera corretta e tutto il meccanismo si vanifica. Per questo motivo in aula viene proposto un lavoro quotidiano al fine di potersi presentare davanti un pubblico e poter contare su una voce solida, intellegibile e di qualità.

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