Francesco Scarpace Marzano – Recitazione – Dizione e Linguaggio Fisico

FRANCESCO SCARPACE MARZANO - RECITAZIONE - dizione

Insegnante di recitazione
Anno Accademico 2016_2017 - Recitazione
Francesco Scarpace Marzano

Per contattare l'insegnante: francesco@animesceniche.it

Nasce a Torino, il 5 maggio del 1975. Fin dall’età di otto anni è innamorato della musica, di qualsiasi genere, dalla quale non si è mai separato. Già in età giovanile, infatti, ha iniziato ad occuparsi di audio-editing e di composizione elettronica, sviluppando anche una forte passione per il connubio musica/immagini.
Dopo la laurea a pieni voti in Relazioni Pubbliche e Comunicazione, con una tesi sociologica sul cambiamento delle relazioni in seguito all’avvento dei nuovi sistemi di comunicazione, l’amore per la recitazione esplode nell’incontro con il “Faro Teatrale”, dopo il quale è cambiato tutto. Inizia quindi a lavorare con Marco Penitenti, Giulia Donelli e Massimo Sabet.

Continua il suo percorso formativo attoriale frequentando laboratori e seminari tenuti da Alessandro Zatta, Dominique De Fazio, Irina Casali, Massimo Sabet, Matteo Angius (Accademia degli Artefatti – Roma) e Umberto Terruso.
Proseguendo la sua formazione incontra il “Metodo”, con particolare riferimento alla “Meisner Technique”, in occasione di un seminario intensivo di ricerca, che lo spinge in seguito a frequentare “Acting Languages Academy”, la prima Accademia in Italia fondata sul Metodo Stanislavskij, sotto la direzione artistica di Irina Casali. In questo contesto ha lavorato, tra gli altri, con insegnanti come Alessandro Zatta, Simone Lampis, Marco Zontini, Marta Velander (Stoccolma), Ginés Sanchez (Siviglia) e Sabine Utiz (fondatrice del Centro di Produzione Teatrale “Via Rosse”). Negli anni successivi, gli incontri con Tom Radcliffe (allievo diretto di Sanford Meisner), gli permetteranno di proseguire, aggiornare e approfondire la conoscenza della tecnica.

Come attore ha partecipato a “Carne e Sangue” – regia di Massimo Sabet, “Unpleasantville” – regia di Giulia Donelli e “Derive(r)” – regia di Irina Casali e Alessandro Zatta. Ha inoltre lavorato, sempre come attore, presso la compagnia teatrale “Coincidenze”,  con il ruolo di Santiago Nazar per la messa in scena di “Una questione d’onore” rivisitazione del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez “Cronaca di una morte annunciata”, sotto la regia di Massimiliano Berardi.

In ambito teatrale, tuttavia, negli anni emerge la sua vera vocazione per la pedagogia che diventa una vera e propria scelta, unitamente alla ricerca teatrale. Iniziano così le sue attività di assistente per alcuni corsi di recitazione e di assistente alla regia per lavori come “Salò e la mercificazione del corpo”, sotto la regia di Massimo Sabet, tratto dall’omonimo film di Pier Paolo Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma” e “DNA” (Dennis Kelly), sotto la regia di Umberto Terruso. Successivamente assume il ruolo di insegnate e regista per la scuola di recitazione Faro Teatrale.

Nel 2016 dà vita ad Anime Sceniche, grazie alla quale può proseguire il proprio lavoro di ricerca. A un anno dalla sua fondazione, dirige la prima produzione Anime Sceniche, “Tutti Fuori”, testo inedito di Rosamaria Castiglione Angelucci, dando vita, di fatto, all’omonima Compagnia Teatrale. In Anime Sceniche, infatti, oltre alla direzione della scuola, assume anche la direzione artistica della Compagnia con cui prosegue i suoi lavori. Sua è anche la regia della seconda produzione, “Chi ha paura di Virginia Woolf“, di Edward Albee.

Il progetto che porta avanti con Anime Sceniche è caratterizzato dalla congiunzione di tutte le competenze che ha sviluppato in passato: l’abilità nell’audio/video editing, la comunicazione e l’esperienza in ambito artistico teatrale che, ora, trovano espressione in un vero e proprio centro di ricerca e formazione artistica. Rimane fermamente convinto che tutto ciò che viene portato avanti con passione, serietà e sacrificio, trova sempre un momento di massima espressione e creazione.
Fin dai primi anni di esperienza (come allievo, come attore e come insegnante), comprende sempre di più che uno dei problemi più grandi dell’attore in scena è quello di rimanere costantemente preoccupato del proprio stato d’animo. Per questo motivo decide di portare avanti un approccio didattico volto a rendere l’attore libero emotivamente, aperto a ciò che accade all’esterno e disponibile a lasciarsi cambiare da esso. Un deciso cambio di prospettiva rispetto alla metodologia seguita in passato.

Comprende che per compiere questo cambio di direzione è necessario portare avanti una ricerca personale. Assumendo, pertanto, la Direzione Artistica di Anime Sceniche (dove insegna Recitazione e Dizione) prosegue, così, la sua indagine in ambito scenico e pedagogico a partire dalla Meisner Technique e continuando a lavorare su un training artistico volto a migliorare l’abilità dell’attore di vivere (e rivivere) con onestà all’interno di circostanze immaginarie date.