Recitazione e “reazione emotiva” – L’importanza della Repetition Exercise

Sanford Meisner Master Class Screener

Il primo giorno di Anime Sceniche gli allievi hanno fatto due scoperte: la prima, chi erano i propri compagni di percorso, la seconda, le due regole sotto, fondamentali per la recitazione, affisse sulla porta dell’aula.

Ricerca teatrale

Fare ricerca partendo da principi ben precisi e definiti.

“Ricerca” non è andare a caso, non si tratta di dare libero sfogo a ciò che si sente, di seguire indistintamente tutti gli impulsi. Gli impulsi sono il motore della recitazione, lo sono quando provocano non un’azione, ma una reazione, una reazione emotiva. Senza le emozioni non esiste il teatro, in nessun caso. Le emozioni non si possono creare, nascono e basta, nascono in risposta a uno stimolo che non può e non deve partire da noi affinché si parli di “reazione emotiva”. Nel caso in cui ci convincessimo di provare delle emozioni autentiche per qualcosa che è partito da noi saremmo degli illusi. Ci troveremmo di fronte a un’azione puramente mentale, suggeritaci dall’ego che si intromette a nostra insaputa per difenderci, difenderci dalle emozioni, come se fossero un pericolo, come se, in qualche modo, volesse nascondere quelle crepe che sono la via d’accesso alla vita, quella vera, autentica.

Durante un incontro con Tom Radcliffe, ricordo che mi parlò di ciò che lui chiama “repressione”: quando proviamo un sentimento per qualcosa che accade e lo identifichiamo come minaccioso, cerchiamo disperatamente di ignorarlo andando nella testa, aggrappandoci a ciò che è logico e ragionevole, ma così facendo mettiamo in atto comportamenti assolutamente nevrotici. Molte persone reagiscono ridendo o cercando di affascinare un’altra persona perché ne hanno paura, alcuni, invece, sono più freddi o aggressivi perché ne sono attratti. Questo vuol dire reprimere ed è l’azione che fa il nostro ego attraverso la testa. Di tanto in tanto ci concediamo momenti di autenticità, ma solo se sono socialmente accettabili, come per esempio la perdita di una persona cara, un abbandono o una vincita alla lotteria. Tuttavia, anche in questi casi, quanto e fino a che punto possiamo permetterci il lusso di esprimere quello che proviamo veramente?
Tutto questo non solo non è un bene per la nostra recitazione, ma non lo è neanche per la nostra vita. Tra vent’anni, se non cambieremo il nostro modo di reagire, non riusciremo più ad esprimere quello che sentiamo veramente e cadremo in questa sconfitta emotiva senza nemmeno accorgercene.

Dobbiamo, pertanto, ricominciare da capo e imparare di nuovo come reagire organicamente a qualcosa che accade, a riappacificarci con la nostra anima.

L’esercizio della Ripetizione, “The Repetition Exercise”, ideato da Sanford Meisner, interviene proprio in tal senso: se io ripeto ciò che sento e il mio compagno farà lo stesso, senza aggiungere o togliere nulla, reagendo momento per momento a ciò che accade nel qui e ora, allora imparerò a non usare più la mente. La ripetizione cambierà solo quando accade qualcosa che mi spinge a farlo, provocando in me una reazione emotiva a uno stimolo che è venuto dall’esterno. Potrà anche essere una reazione emotiva che osservo nel mio compagno e che mi porta a metterla nella ripetizione. Da qui l’importanza delle due regole sopra riportate.

Una precisazione è doverosa: la regola originaria è “Quello che farai non dipende da te ma dal tuo compagno”. In Anime Sceniche ho voluto estendere questa versione ad un più ampio raggio, portandola da “dal tuo compagno” a “da ciò che accade fuori” e quindi includendo l’ambiente esterno tutto.
Con il tempo e con l’esercizio, comprenderemo come cambiare la relazione con il nostro pensiero, portandola dalla “repressione” alla “moderazione”.

Moderazione è accettare di vivere le emozioni che si provano, senza reprimerle, senza simulare, ma allo stesso tempo senza lasciarsi sopraffare, per vivere in armonia con tutto ciò che sta al di fuori del proprio essere.

La Ripetizione insegna a far pace con la propria anima, bisogna semplicemente avere fede, solo fede.